Ohm fighters03-01

Ieri il mio amico Jonathan ha postato una delle sue sarcastiche invettive contro un maestro yoga, che lo ha bannato per averlo invitato ad apprezzare il nuovo sito gay.it. Gli amici di Jonathan fanno muro nei commenti al suo post, biasimando la ristrettezza mentale del maestro, indegna di uno yogi.

Sempre su gay.it, nei giorni scorsi seguivo tutta una polemica esplosa fra i vari blog grandi e piccini, perché qualcuno aveva giubilato sulla morte dell’esponente leghista Gianluca Buonanno in un incidente d’auto. La miccia era l’articolo di Deborah Dirani sull’Huffington Post, che da una prospettiva ‘new age’ tuonava contro chi si dichiara pacifista, ma si rivela poi carico d’odio in occasione di tragedie come queste.

Tutto ciò mi interessa relativamente, ma mi da lo spunto per formulare un pensiero che sento da tempo l’urgenza di esprimere. Si perché, al di là del motivo specifico alla base delle polemiche di cui sopra, ciò che mi colpisce sono i commenti dei lettori, quasi tutti riconducibili a una logica comune: “Meno male che fai yoga… e poi sei gay”, oppure: “meno male che fai yoga… e poi sei contro i gay”, oppure “meno male che fai yoga… e poi ti esprimi in modo violento”, oppure “meno male che fai yoga… e poi difendi un leghista razzista”…. Potrei andare avanti all’infinito. Ma credo che il punto sia chiaro. La mia impressione è che troppo spesso si usi lo yoga come una comoda stampella a sostegno delle proprie opinioni personali. Facile no? Non c’è più bisogno di argomentare, di offrire motivazioni articolate, di esporsi. Basta usare la parola ‘yoga’ e tutto finisce lì. Ho ragione io, punto. In base allo ‘yoga’, il tuo comportamento è sbagliato. Anzi è poco yogico. E quindi se anche tu fai ‘yoga’, stai sbagliando. Sei out.

Più che una impressione, per me che insegno yoga, questa è una persecuzione. Ogni volta che qualcuno si trova in disaccordo con me, ricorre alla formula “meno male che fai yoga” per chiudere il discorso. Magari una persona che ha cominciato a fare yoga l’altro ieri. Ma che problema c’è? Tanto sappiamo tutti benissimo cos’è lo yoga, no? E siamo tutti d’accordo, no? E insomma in base a quella roba lì, tu hai torto e io ho ragione.

Ma per favore, lasciate stare lo yoga!

Ma come vi permettete? Ma da che pulpito parlate? Ma chi siete voi per dire che in base allo yoga questo o quello è giusto o sbagliato? Non vi accorgete che in questo modo, state solo strumentalizzando lo yoga? Lo state sottomettendo alle vostre ristrette e personalissime visioni morali o esistenziali. E in questo modo, state solo svilendo la nobiltà del sistema di pensiero che chiamate a sostegno alle vostre opinioni.

Una cosa devo dire: io non so cosa sia lo yoga. Ma sono vent’anni che cerco di capirlo e questo ve la posso assicurare: lo yoga non c’entra niente con quello che pensa chi ragiona secondo lo schema “meno male che fai yoga…”. Puoi essere gay e fare yoga. Puoi emarginare i gay e fare yoga. Puoi mangiare carne o esser vegano e fare yoga ugualmente bene. Puoi essere astemio o alcolizzato. Puoi metterti i sandali o i tacchi alti. Puoi esser casto o tradire tua moglie/marito ogni giorno. Non c’entra niente. Smettila di appropriarti dello yoga come la parolina magica che fa sparire tutto quello che non ti fa comodo, o come l’imprimatur di un’etica superficiale. Che sia l’etica più bigotta o quella più trasgressiva. Non è questo il punto. Non hai capito niente. Lo yoga è proprio quello che ti sfugge.

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