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Anche in questo territorio relazionale, così promettente e ricco di attrattive, si nascondono però terribili insidie.

Sono forse le eccessive aspettative che riponiamo negli altri, a garantirci brucianti delusioni? È il senso di affinità e comunione, a volte così intenso, che ci porta a illuderci di essere un tutt’uno con loro, ma rende poi insopportabile accorgersi che hanno opinioni, interessi, desideri completamente diversi dai nostri? Sia quel che sia, la cruda realtà è che proprio il giardino delle delizie condivise può facilmente trasformarsi – e con rapidità fulminea – nel suo esatto contrario: un inferno.

Si potrebbe pensare che sia tutta questione di beni, di proprietà… Eppure, almeno per ora, a poco servono gli sforzi comuni per aumentare il livello di produttività, e una migliore distribuzione delle risorse. Proprio nelle regioni più tecnologicamente evolute, industriose, organizzate e densamente popolate del pianeta, sembra proliferare anche il più cupo senso di isolamento e disperazione. Il disagio sociale è un mostro dalle mille teste, dove le più disparate cause economiche, culturali, ambientali si intrecciano a creare un malessere diffuso e quasi incomprensibile.

Se questo è il costo del nostro essere parte di una società allargata, non meno onerosa può essere la socialità più immediata e ristretta. L’integrità di ogni famiglia si basa su equilibri delicati, in cui una complessa eredità di valori e convenzioni si scontra con l’inarrestabile trasformazione dei suoi membri. Lutti, conflitti, scandali e rovesci di fortuna, disseminano la sua storia di traumi, irreversibili come strappi in una rete. È qui, che trovano nutrimento le peggiori piaghe per la nostra realizzazione personale:  la vergogna e il senso di colpa. Questi meccanismi autolimitanti e autopunitivi spesso si annidano in luoghi reconditi della psiche, e germogliando, ci rendono ciechi di fronte alle nostre fortune, o comunque incapaci di godercele.

Pressato su ogni lato da richieste contraddittorie, nella disperata ricerca di soluzioni che ne permettano la sopravvivenza immediata, il nostro ego è esposto a clamorosi errori di valutazione, che rischiano di comprometterne per sempre il futuro: tradimenti, abusi, separazioni, divorzi, abbandoni, tracciano in tutte le parti coinvolte ferite profonde, a volte letali…

Che fare?

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1 Comment

 

  1. oneda marasi
    22 luglio 2014  22:08 by oneda marasi

    ...naturalmente, non a caso l'urlo di Munch.???!..
    Ma che dire quando il senso di affinità e comunione così intensi non sfociano nel CORAGGIO DELLA VERITA' e DESIDERIO di CONOSCENZA?
    E' a quel punto l'inevitabile delusione di aspettative disattese. Spesso, non dipende dalla sensazione/sesto senso che indirizza la propria attenzione in modo mirato, sbagliando forse l'obiettivo, ma dall'inevitabile ed ineluttabile necessita' di " accettare ed aprirsi alla conoscenza, quindi scoperta della SORPRENDENTE VERITA' "che in svariate condizioni della vita, NON ACCADE. Ci vuole VERO ASCOLTO e CORAGGIO...prima di giudicare, e forse, spesso, rimuovere questo passaggio è come " saper già " che la sorpresa potrebbe destabilizzare. Ma come una persona, un giorno mi disse che le piccole certezze economiche, affettive, lavorative, seppure anche mediocri, si rendono APPARENTEMENTE sufficienti da costituire il proprio " idolo quotidiano", e tali, anche, da lasciarti VIVERE relazioni come " BOZZOLI SOFFOCANTI", allora mi chiedo chi, tra i due sia più imprigionato dal senso di colpa e dalla vergogna autolimitanti e autopunitivi e vittima della propria ILLUSA CONQUISTA.
    Penso seriamente che sia molto sottile ed, in fondo ,inconsapevole il limite che ci divide....Il punto forza , forse, è la propria libertà,( mentale quindi fisica) che equivale a dire spessissimo CORAGGIO, LOTTA,SOFFERENZA ABBANDONO;SOLITUDINE.
    Ma, sempre,dopo ciò che sembra essere uno tsunami,tutto rinasce, anche riponendo ordine in un INCONSAPEVOLE SQUILIBRIO o peggio, in UNA CLAMOROSA IPOCRITA ILLUSIONE di EQUILIBRIO
    Solo ASCOLTANDO e CONOSCENDO e ancora ASCOLTANDO si può sapere e consapevolmente decidere..e per questo non c'è età..

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