Garuda03_col_Blog

‘Lo scopo dello yoga è la riduzione della sofferenza e la ricerca dei uno stato di equilibrio, presenza e piacere estatico’ Yoga Sutra [2:2]

Così affermava il saggio Patanjali circa duemila anni fa nel testo fondamentale dello yoga, e questo articolo potrebbe anche terminare qui. Se la cosa non ti interessa, probabilmente lo yoga non fa per te…

Se invece, come me, riconosci che nella tua vita, a qualunque livello, in qualunque forma: fisica, psicologica, emotiva, affettiva, relazionale… è presente un elemento di sofferenza, hai già un buon motivo per fare yoga. La tua salute, il tuo tono psicologico generale, il buon umore di sicuro miglioreranno. Aumenterà la capacità di affrontare situazioni più difficili con maggiore lucidità, e accumulando meno stress. Già nelle prime quattro settimane di pratica, la maggior parte delle persone percepisce cambiamenti positivi a tutti i livelli. La reazione più comune è l’incredulità. Io per primo, quando cominciai a praticare il vinyasa, ne rimasi sbalordito: eppure avevo sempre fatto qualche tipo di attività fisica… ma non avevo mai provato niente di simile in termini di benessere, con la sensazione di fare finalmente qualcosa che aveva davvero senso, che non poteva non funzionare. E il perché era immediatamente, intuitivamente evidente…

Quindi già abbiamo tutta una serie di buoni motivi, a me sembra. Ma non è tutto.

Anche se l’hatha yoga appare come a un lavoro puramente fisico, una pratica ben strutturata può già portare chiunque si impegni seriamente ad affacciarsi alla soglia di un livello successivo, uno stato meditativo che non richiede alcuna nozione di ‘cosa significa meditare’, e ci apre le porte di una impareggiabile conoscenza di noi stessi e di un piacere sconfinato.

Samadhi, la parola sanscrita che nella citazione sopra ho tradotto con ‘equilibrio, presenza e piacere estatico’, è un termine oscuro e sfuggente per chi non ha familiarità con lo yoga. Perché l’equilibrio e il piacere dovrebbero stare insieme? Anzi, come potrebbero? Siamo abituati ad associare il piacere con l’eccesso, il vizio, il peccato… Come posso provare piacere senza in qualche modo nuocere a me stesso o ad altri, senza violare un tabù, senza sentirmi in colpa, senza creare uno squilibrio e poi pagarne il prezzo?

Certe cose, si possono spiegare a parole solo fino a un certo punto.

Se sei una persona che si è sempre posta grandi, difficili domande su di sé, sul perché stai al mondo, che senso ha tutto questo… Nello yoga farai una scoperta straordinaria: le risposte più solide e convincenti non vengono da complicati ragionamenti e conoscenze astratte, ma dall’esperienza diretta di una realtà molto concreta e precisa, anche se normalmente velata ai nostri occhi. Questa realtà, è uno stato di piacere estatico ininterrotto, un piano di coscienza pura e impersonale che continuamente alimenta il nostro essere, che ci nutre da dentro e ci invoglia a continuare ad esistere. La sua presenza coincide con lo stesso essere vivi, benché noi non ne siamo quasi mai consapevoli perché troppo distratti, coinvolti nelle percezioni dei nostri sensi esterni e dal ronzio ininterrotto della nostra mente pensante. Questo turbine di percezioni e pensieri, chiamato nello yoga Citta Vritti, è ciò che nasconde lo stato di quiete sul quale tutto si sostiene… Samadhi. Tutti possono sperimentare il Samadhi, imparare a conoscerlo, coltivarlo. Ogni forma di meditazione, ogni pratica spirituale è rivolta ad avvicinarci al Samadhi.

Lo yoga non è la risposta, è lo strumento migliore che io conosca per cercarla. Imparando ad usare questo strumento, puoi trovare in te stesso la via. Non ti servono grandi maestri. Non ti servono complicate spiegazioni. Trovarla completamente da soli, è difficile. Ma tanti piccoli maestri, con i loro limiti e i loro difetti, ci possono molto aiutare.

Torna al blog

 

2 Comments

 

  1. maxzagor@gmail.com
    6 gennaio 2015  17:15 by maxzagor@gmail.com

    .....Si avvicinarsi sempre più al proprio Samadhi...e non abbandonarlo!!! ..provando a trovare piacere e benessere senza arrecare danno ad altri...a volte succede !!! Ma dobbiamo lavorare ancor di piu' sul rispettare ed ascoltare gli altri ed anche stessi. Un percorso di crescita e scoperta che non finisce mai... Buona vita e pratica a tutti. Max

  2. maxzagor@gmail.com
    6 gennaio 2015  18:10 by maxzagor@gmail.com

    .....Si avvicinarsi sempre più al proprio Samadhi...e non abbandonarlo!!! ..provando a trovare piacere e benessere senza arrecare danno ad altri...a volte succede !!! Ma dobbiamo lavorare ancor di piu' sul rispettare ed ascoltare gli altri ed anche se stessi. Un percorso di crescita e scoperta che non finisce mai... Buona vita e pratica a tutti. Max

Leave a reply